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Bagno di Romagna


 

 

Bagno di Romagna (Bagne ed Romàgna in dialetto locale, Bagn d'Rumàgna in dialetto romagnolo) è un comune di 6.212, della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. È situato nell'Appennino, circa 50 km a sud di Cesena. Parte del suo territorio è ricompreso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, all'interno del quale è presente la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, la prima istituita in Italia e una delle più pregiate d'Europa.

 

Il comune di Bagno di Romagna si trova nella valle del Savio, ad un'altitudine compresa tra i 339 e 1.500 m s.l.m., a 49 km da Cesena. Il territorio si sviluppa prevalentemente lungo la vallata del fiume Savio e in parte lungo la vallata del fiume Bidente, fino a raggiungere la dorsale appenninica confinante con la regione Toscana. Un fatto curioso è che Bagno di Romagna dista appena 77 km da Arezzo: ciò spiega perché il paese sia stato per molto tempo luogo di sosta dei viaggiatori che, oltrepassando il valico appenninico, passavano dalla Romagna alla Toscana e viceversa.

 

              

 

  La storia di Bagno di Romagna, come di gran parte dei paesi dell'Appennino tosco-romagnolo, ha vissuto alterne vicende di prosperità e successivo abbandono.
Le prime tracce di insediamenti umani risalgono all'Età del bronzo, come mostrano i ritrovamenti di monili e reperti nelle zone limitrofe di Rio Salso, San Silvestro e Selvapiana.

Il primo periodo di prosperità si ebbe durante l'Impero Romano, con l'aumento della popolazione residente nel vicino centro di Sarsina, la costruzione di un sistema efficiente di vie di comunicazione che collegavano il centro con la città di Cesena e con le attigue valli umbre e bidentine e con la realizzazione del primo balneum, attorno al quale si sviluppò poi l'abitato di Bagno di Romagna. Alla caduta dell'Impero corrispose anche la crisi di Bagno, crisi che culminò nella sua distruzione ad opera dei Goti nel 540.

Gli anni del Medioevo vedono la mancanza di documentazione storica, forse causata dal progressivo spopolamento ed impoverimento della Valle del Savio; si ritorna ad avere notizie solo nei primi decenni del IX secolo, con la presenza di una pieve dedicata a Santa Maria e l'annessa autorizzazione alla fondazione di un monastero benedettino nelle vicinanze. Il paese riprende a fiorire attorno al complesso sacro; una certa tranquillità viene vissuta sotto il dominio della potente famiglia dei Guidi, che alla fine del XIV secolo vanta il possesso di numerosi borghi e castelli siti nell'Appennino tosco-romagnolo. È proprio in questo periodo che Bagno di Romagna viene fortificata con una cinta muraria e viene istituito un piccolo, ma fervido, mercato di merci che col tempo, da piazza, si evolverà nell'abitato di San Piero in Bagno.

Terminata la dominazione dei Guidi, nel 1404 Bagno entra nell'orbita fiorentina. Territorio della Repubblica di Firenze, rimarrà dominio dei Medici, e del successivo Granducato di Toscana fino al 1860. Sotto i Medici, Bagno diviene "Capitanato", le sue terme sono frequentate anche da ospiti illustri, tra cui uno dei figli di Lorenzo il Magnifico e lo scultore Benvenuto Cellini. Parallelamente, il commercio si anima e l'attività di agricoltura e pastorizia, un tempo fiorente,[3] lascia il posto all'artigianato, in grado di produrre rosari e bottoni in legno esportati in tutta Italia.

Nel 1520 tutto il territorio di Bagno di Romagna è annesso dal papa Leone X alla Diocesi di Sansepolcro.

Bagno di Romagna diviene un importante centro di passaggio, una vera e propria "porta di Romagna" per chi viene dalla vicina Toscana o dall'Umbria o per chi effettua il percorso in senso contrario, dalla pianura padana alla Valle del Tevere. Ma è esposta anche a numerose incursioni: nel 1527 le truppe spagnole saccheggiano la zona, abbandonandosi ad atti vandalici contro i monumenti, tra cui l'Abbazia e la Basilica.

Con l'Unità d'Italia (1861), Bagno di Romagna si trova compresa nei territori della Regione Toscana; nel 1923, in seguito agli spostamenti dei confini regionali voluti da Benito Mussolini (che, da romagnolo, volle riuniti i comuni dell'ex circondario di Rocca San Casciano alla Romagna), entra a far parte della Provincia di Forlì.
Nel 1975 è passata dalla diocesi di Sansepolcro alla diocesi di Cesena.

Oggi Bagno di Romagna è un fiorente centro turistico, in virtù delle sue stazioni termali, rinomate in tutta Italia.

 

       

 

http://www.bagnodiromagnaturismo.it/

 

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